lunedì 23 giugno 2008

Università e Ricerca: tagli, sempre tagli, fortissimamente tagli! Chi dobbiamo ringraziare, Tremonti o Gelmini?

Inserisco volentieri un intervento del collega Marco Merafina che commenta un decreto legge del governo dove, tra l'altro, si introduce una forte limitazione al reclutamento delle Università. si riduce ulteriormente il fondo di finanziamento ordinario delle università e si prevede la trasformazione degli scatti biennali dei docenti universitari in scatti triennali a parità di importo. Di male in peggio!

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Cari colleghi,
dopo un periodo di silenzio mi vedo costretto a intervenire per comunicarvi un
grave atto del governo che, se portato a termine, interverrà pesantemente sullo
stato giuridico dei docenti universitari. Si tratta di un decreto legge
articolato (vedi in calce alcuni articoli, in particolare l'art.75) in cui, tra
gli altri provvedimenti, si prevede la trasformazione degli scatti biennali in
scatti triennali a parità di importo, con una perdita secca e definitiva del
33% di ogni scatto fino alla pensione. Tale passaggio, che a mio avviso
presenta profili di incostituzionalità, andando a incidere sullo sviluppo delle
retribuzioni fino alla pensione (ma su questo chiedo conforto degli esperti),
colpisce duramente le retribuzioni dei ricercatori, soprattutto i più giovani,
che devono maturare la maggior parte degli scatti da qui al termine della
carriera.
Si tratta di migliaia di euro in meno (basta fare un rapido calcolo) che
incidono su retribuzioni già scandalosamente basse. E dire che era ormai
opinione diffusa che le retribuzioni dei ricercatori fossero troppo basse
e da ritoccare verso l'alto! Qui si agisce in direzione opposta colpendo
soprattutto i più deboli, cambiando nei fatti lo stato giuridico senza una
legge specifica e per di più in corsa visto che non si riferirà ai nuovi
assunti, ma anche a coloro che già sono dentro l'università.
Non è accettabile cambiare le carte in tavola cambiando la curva retributiva
senza agire sui meccanismi di avanzamento di carriera, condannando le
retribuzioni più basse alla soglia di povertà.
Credo che a questo punto sia necessaria una risposta chiara e netta da parte
dei docenti universitari, soprattutto dei ricercatori che sono la parte più
colpita, fino ad arrivare alla mobilitazione negli atenei e, se necessario al
blocco delle attività didattiche.
Con queste premesse, peggiori del periodo Moratti, si rischia di avviare una
triste stagione per l'Università: dall'attacco all'istituzione si passa a un
vero e proprio attacco alle persone che vi lavorano con l'unico scopo di fare
cassa.
Se non ci muoviamo ora, quando?

Marco Merafina
Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari

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Dalla collega Antonella Ghignoli sulla lista UNILEX

L'art. 17 stabilisce la possibilità, per le Università, di trasformarsi in
Fondazioni di diritto privato; si badi bene, trasformarsi, non di costituire o
partecipare a Fondazioni. Di conseguenza, il patrimonio immobiliare degli
Atenei viene trasferito a dette Fondazioni. E' una norma che aliena patrimonio
pubblico a favore di soggetti privati. Inoltre, in quanto enti privati, le
Fondazioni sono svincolate dalle regole di bilancio e rendicontazione cui è
sottoposto il pubblico (ma continuano a percepire il finanziamento statale); il
personale tecnico-amministrativo resta nel contratto Università fino alla
scadenza del contratto vigente, poi si vedrà.

Art. 28. Sono soppressi tutti gli Enti di Ricerca con meno di 50 unità di
personale (ad esempio l'Ente Italiano della Montagna) e tutti gli enti anche
con più di 50 unità di personale che non siano stati individuati dai rispettivi
Ministeri vigilanti al fine della loro riconferma, riordino o trasformazione.
In sostanza, si procede ad un riordino di gran parte degli Enti di Ricerca in
assenza di un disegno politico complessivo. Le relative funzioni ed il
personale sono attribuite al Ministero vigilante.

Art. 30. Gli Enti di Ricerca Apat, Icram e Infs sono accorpati in un unico
nuovo Ente, l'IRPA, e diventano, nei fatti, organismi del Ministero
dell'Ambiente. Si prevede che per decreto vengano individuati gli organi di
gestione e le finalità del nuovo Istituto. Gli attuali organismi vengono
commissariati. Su questa decisione vi è stata una prima iniziativa di
protesta delle Organizzazioni sindacali davanti al Ministero dell'Ambiente.

L'articolo 72, nell'ambito di un taglio complessivo delle risorse destinate
alle stabilizzazioni e alle assunzioni nella Pubblica Amministrazione,
reintroduce una fortissima limitazione nel reclutamento delle Università.
Gli Atenei, dal 2003 fuori dal blocco delle assunzioni, per il triennio 2009
-2011 potranno assumere nei limiti del 20% dei pensionamenti e del 50% dal
2012. Contestualmente si riduce il fondo di finanziamento ordinario delle
università che subisce un taglio di 500 milioni di euro in tre anni. Per gli
Enti pubblici di ricerca sembrerebbero confermate le procedure in vigore dal
1° gennaio 2008. Le assunzioni per il triennio 2010-2012 avvengono nei
limiti del 80% della spesa complessiva e del 100% del turn over con un
peggioramento rispetto alle previsioni della finanziaria 2007. Infatti, il
turn over non è calcolato in relazione alla spesa risultante dai
pensionamenti ma sulle unità di personale. Ciò comporta una riduzione delle
opportunità di assumere in quanto, ad esempio, nel caso del pensionamento di
un ricercatore all'apice della carriera la differenza risultante tra il
costo complessivo e quello di una nuova assunzione andrà a beneficio di
finanza pubblica anziché essere utilizzato per il reclutamento.

L'art 73 interviene pesantemente sulla contrattazione integrativa nelle
Università e negli Enti di Ricerca limitandone le risorse disponibili.
Infatti, vengono congelate tutte le risorse, anche provenienti dal bilancio
proprio dell'Ente o dell'Ateneo, aggiuntive al fondo del salario accessorio
e che venivano utilizzate per compensare il tetto al fondo determinato dalla
legge finanziaria del 2006. Non solo, quel tetto viene ulteriormente ridotto
del 10% mettendo in discussione anche quote di salario ormai considerate
fisse e continuative. Le relative somme risparmiate vanno versate su un
capitolo specifico del bilancio dello Stato.

L'art. 75 contiene un bel cadeau per i docenti universitari e gli Atenei: dal
1° gennaio 2009 gli scatti biennali dei docenti, mantenendo lo stesso importo,
diventano triennali; si stirano, per così dire. I risparmi conseguenti per
le Università, quantificati, dal 2009 al 2013, rispettivamente in 40, 80,
80, 120 e 160 milioni, saranno versati in apposito fondo del Bilancio dello
Stato. Neppure una parvenza di motivazione, o di finalizzazione, almeno per
salvare la faccia. Un taglio e basta.

1 commento:

Manzelli ha detto...

Convegno LA UNIVERSITA' PER IL SUPERAMENTO DELLA CRISI 23/MARZO 2009 -Sesto F.no- (FI)
UNA STRATEGIA DI ECONOMIA AL CUBO.

VEDI la locandina e programma del Convegno CNU 2009
reperibili sul sito : http://www.unifi.it/dpchim/ in Home Page AVVISI


> http://www.edscuola.it/archivio/lre/CUBE-ECONOMY.pdf
> http://www.descrittiva.it/calip/dna/FOND_CUBE_UNIVERSITY.pdf

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>COMUNICATO STAMPA-
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> La Crisi strutturale della economia Italiana e sostanzialmente la seguente:
>
> La maggior parte delle imprese che formano il tessuto produttivo in
> Italia, è costituita da microimprese e piccole e medie imprese. (PMI)
>
> Queste e imprese però davano lavoro di tipo manuale alla maggior parte
> della popolazione e quindi sono state il motore di sviluppo della
> industrializzazione in Italia
>
> Le (PMI) hanno una struttura organizzativa e un numero di risorse non
> sufficienti per poter modificare il loro assetto produttivo verso
> prodotti a maggior valore aggiunto di contenere elevate quote di
> innovazione e ricerca, pertanto non riescono gestire e governare il
> cambiamento generato dalla globalizzazione dei mercati e della
> produzione.
>
> Inoltre come nel tessile a Prato le PMI cinesi e l' Importazioni dalla
> Cina a basso costo hanno determinato la chiusura di molte imprese
> locali non capaci di competere sui prezzi , di rinnovare la propria
> gamma di prodotti aumentando la qualita delle produzione e di
> internazionalizzarsi per vendere le proprie merci in mercati che
> cercano modelli di produzione innovativi e di elevata qualita'.
>
> Per conto le grandi imprese, che spesso hanno una struttura
> multinazionale hanno delocalizzato verso i paesi di dell' EUROPA
> allargata a 25 nazioni nonche' in Cina ed in India ed altrove ,
> implicando di conseguenza il fatto che moltissime PMI sono rimaste
> senza forza commerciale.
>
> Questo sistema di internazionalizzazione produttiva ha pertanto agito
> come un sistema che importa poverta ed esporta ricchezza di conoscenze
> ed ha agito al ontrario dello sviluppo della Economia della Conoscenza
> richiesta a gran voce come prospettiva di sviluppo dell' EUROPA fin da
> LISBONA 2000.
>
> Inoltre le speculazioni finanziarie hanno sottratto capitali alle PMI
> che trovano sempre maggiori difficolta di credito. .
>
> La CUBE ECONOMY diviene pertanto il MODELLO di RIORGANIZZAZIONE
> DI SISTEMA DELLE ECONOMIE REGIONALI ITALIANE ,che indica come bisogna
> agire in fretta verso la integrazione delle PMI in Poli di Sviluppo
> coordinati con la Ricerca Scientifica e Tecnologica per fornire nuovi
> strumenti cognitivi e strategie operative per far si che le ECONOMIE
> AL CUBO a livello Regionale possano espandersi nel mercato globale a
> costi sostenibili.

> Sviluppare nuove aree di competenze e rinnovati modelli di business di
> impresa a rete costituiscono le stretegie possibili adeguate a favorire
uno scenario di CROSS FERTILITY tra Universita ed Impresa.
>
> Quanto sopra va INDUBBIAMENTE condiviso politicamente perche sia effettivamente
> possibile riuscire ad uscire dalla crisi in tempi rapidi ed applicare questo modello
> INNOVATIVO DELLA CUBE ECONOMY .
>
> Pertanto il Convegno UNIVERSITA PER USCIRE DALLA CRISI 23/ MARZO/2009 Firenze
> sara l' inizio del dibattito su tale strategia della CUBE-ECONOMY in Toscana FINALIZZATA A USCIRE DALLA CRISI
PROMUOVENDO UN CREDIBILE SCENARIO DI FORESIGHT PER I PROCESSI
GENERATIVI DI CONOSCENZA
INTEGRANTI CULTURA SCIENTIFICA ED IMPRENDITORIALE.
>
> paolo manzelli pmanzelli@gmail.com Firenze 09/MAR/2009

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