lunedì 24 settembre 2007

Sulla divisione tra Università ed Enti: lettera di Patrizia Lavia, Maurizia Caruso e Armando Felsani

Caro Patrizio e cari tutti,

Questo mail è frutto di considerazioni nostre e di vari colleghi CNR con
i quali ci siamo scambiati amarezze in questi giorni. Constatiamo, anche
nella vicenda PRIN, la persistente divisione tra Università ed Enti.

Da alcuni anni assistiamo, nell’indifferenza imperturbabile del mondo
universitario, alla totale mancanza di definizione (di fatto, uno
smantellamento) del CNR, il più grande ente pubblico di ricerca, la cui
eccellenza in alcuni settori è fuori discussione e che noi non vi
dobbiamo dimostrare; un ente di cui tutti i professori universitari di
una certa generazione sono stati parte e da cui tutti hanno avuto
finanziamenti e borsisti. Ora il CNR è in uno stato di non dichiarata ma
ineluttabile agonia. Si vorrebbe, forse, che facesse ricerche più
applicative, ma non lo si dota dei mezzi necessari e invece lo si
gerarchizza, come se questo fosse risolutivo. Come mai voi professori
non ve ne sentite toccati, non dico per solidarietà con noi, ma non
foss’altro perchè si usano ottusamente risorse dello stesso ministero
per mantenere una rete di istituti che non sono poi messi nella
condizione di produrre ricerca?

Anche l’ultima vicenda del PRIN è significativa. Prima si era detto di
aprirlo agli Enti. Poi è emerso che i soldi sono troppo pochi. Adesso il
bando, nel suo ennesimo tentativo di compromesso tra capra e cavoli, è
semplicemente offensivo quando dice “può essere prevista, all'interno di
ciascun progetto, la partecipazione di un'unità operativa appartenente
agli Enti di Ricerca”, ma poi attenzione: Il coordinamento di ogni UO è
affidato ai soggetti di cui al comma 2, e cioè: un Professore o un
ricercatore del ruolo universitario, o un assistente ordinario del ruolo
ad esaurimento. Quindi, il ricercatore degli Enti non può avere la
responsabilità della propria UO?! Allora, se il problema è di soldi, era
meglio non nominarci proprio e dichiarare che questo bando è riservato
alla ricerca universitaria. Ma non si può dire ad un ricercatore che
egli può contribuire alla ricerca solo se un universitario amico se ne
assume la responsabilità! Ma perché il bando deve costringere i
ricercatori degli Enti a una tale mancanza di dignità, per due lire? Non
si capisce, e non se ne vede la finalità: si tratta di un compromesso
scioccamente ed inutilmente offensivo. A proposito di merito, peraltro,
non ci è sembrato di vedere nel bando che i coordinatori debbano
accludere il loro CV o le pubblicazioni. Come dire: basta la parola!

Il sentimento generale dei colleghi CNR è che non se ne può veramente
più, e non è solo un problema di soldi. Crediamo che i ricercatori CNR
debbano a questo punto trovare una forma d’espressione (forse da
discutersi nel prossimo congresso FISV?). Poiché la mailing list
affronta diversi aspetti del modo in cui la ricerca viene governata,
pensiamo che anche gli universitari debbano riflettere su questi punti,
che non sono solo un ‘nostro’ problema.

Patrizia Lavia, Maurizia Caruso e Armando Felsani


Patrizia Lavia
CNR National Research Council
IBPM - Institute of Molecular Biology and Pathology
c/o Department of Genetics and Molecular Biology
University "La Sapienza"
Via degli Apuli 4, 00185 Rome, Italy
Fax: +39-06-445 7529
Lab Phone: +39-06-445 7528
Office: +39-06-4991 7536
patrizia.lavia@uniroma1.it

4 commenti:

Patrizio Dimitri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Patrizio Dimitri ha detto...

Cari Patrizia, Maurizia e Armando,

Condivido la vostra indignazione e trovo importante che abbiate sollevato il punto.

Da parte mia non c’è stata e non c’è indifferenza nei confronti dei colleghi degli enti di ricerca e lo stesso vale per altri universitari, anche se non per tutti. Vorrei sottolineare che sia la lettera da noi inviata a giugno al Presidente Napolitano, che quella attuale per i candidati segretari del PD contengono dei punti che riguardano anche gli enti. Non a caso il sottosegretario Modica, nella sua inattesa risposta, è entrato nel merito del famigerato accantonamento; lasciamo perdere se la risposta non convince.
La settimana scorsa, ho proposto a Patrizia Lavia di preparare un documento per un’iniziativa simile, una lettera da mandare alla stampa, che potrebbe inserirsi nel dibattito sul definanziamento della ricerca. E’ importante che vi sforziate tutti, scrivendo, contattando le redazioni dei giornali, senza protestare solo nelle 4 mura del vostro studio o sfogandovi con un collega.

Per il PRIN la vostra delusione è ovvia. Ma i torti non li hanno subiti solo gli enti. Come voi sono molto arrabbiati anche tutti i ricercatori universitari non di ruolo che si erano illusi di poter partecipare a pieno titolo ai progetti e di poterli anche coordinare, cosa che è stata eliminata nell’ultima versione del bando. E siamo arrabbiati anche noi universitari di ruolo, perché ci hanno preso per i fondelli da febbraio scorso, promettendo un budget sostanzioso e una revisione seria del regolamento dei PRIN. La telenovela del PRIN 2007 dimostra ancora una volta che improvvisazione, superficialità e incompetenza regnano sovrane nel Ministero.

Sempre sul PRIN, a mio parere è comunque follia far scannare università ed enti per contendersi un osso rosicchiato.

Insomma, da parte mia c’è tutta la comprensione e la disponibilità del caso. Sono solo un po’ sorpreso che Maurizia e Armando e anche altri colleghi degli enti, non abbiano aderito alla lettera ai candidati segretari del PD, nè ad altre iniziative precedenti. Mi auguro che lo facciano quanto prima.

Spero che alla FISV si crei un dibattito ampio su questi argomenti.


Un caro saluto,

Patrizio

Armando ha detto...

Caro Patrizio,
io e Maurizia Caruso abbiamo regolarizzato la nostra posizione aderendo alla lettera ai candidati segretari del PD. Per quanto riguarda la nostra mancata parteciapazione a questa e ad altre iniziative precedenti, il motivo è stato che non ne eravamo a conoscenza.
un caro saluto,
Armando

Patrizio Dimitri ha detto...

Caro Armando,

Va benissimo, sono contento di avervi nel gruppo dei 500 firmatari.

Patrizio